resistere all'assedio (Andrea Masetti)
giovedì 21 maggio 2009
Claudio Giunta, professore all'Università di Trento, è stato ospite dell'Università Rennes 2 nel febbraio di quest'anno, per una lezione sulle Rime di Dante e un seminario sul libro di poesia dal Medioevo ai giorni nostri. Tra il 2008 e il 2009 è stato visiting professor alla Chicago University e all’Università di Tokyo.
Studioso di letteratura medievale, si è recentemente occupato anche del concetto di tradizione e di crisi culturale nell'epoca della massima diffusione dei mass media. L'assedio del presente (Bologna, Il Mulino, 2008) è il titolo del suo ultimo libro, ma è anche e soprattutto la dichiarazione di resistenza di uno studioso militante, che crede nel valore di una vera universitas studiorum.
Inoltre, per combattere le derive della controcultura che viene imposta con sempre maggiore arroganza si impone la necessità di una vivace partecipazione al presente, che esca dagli spazi accademici e dell'editoria tradizionale e trovi altri canali di diffusione.
In quest'ottica vi segnaliamo con piacere il sito internet di Claudio Giunta:
http://www.claudiogiunta.it/
sabato 7 febbraio 2009
La ballata dell'angelo ferito
di GUIDO CERONETTI
Non voglio lacrime. Urlate.
Idolo e vittima di opachi riti
Nutrita a forza in corpo che giace
Io Eluana grido per non darvi pace
Diciassette di coma che m'impietra
Gli anni di stupro mio che non ha fine.
Una marea di sangue repentina
Angelica mi venne e fu menzogna
Resto attaccata alla loro vergogna
Ero troppo felice? Mi ha ghermita
Triste fato una notte e non finita.
Gloria a te Medicina che mi hai rinata
Da naso a stomaco una sonda ficcata
Priva di morte e orfana di vita
Ho bussato alla porta del Gran Prete
Benedetto: Santità fammi morire!
Il papa è immerso in teologica fumata
Mi ha detto da una finestra un Cardinale
Bevi il tuo calice finché sia secco
Ti saluta Sua Santità con tanto affetto
Ho bussato alla porta del Dalai Lama.
Tu il Riverito dai gioghi tibetani
Tu che il male conosci e l'oppressura
Accendimi Nirvana e i tubi oscura
Ma gli occhi abbassa muto il Dalai Lama
Ho bussato alla porta del Tribunale
E il Giudice mi ha detto sei prosciolta
La legge oggi ti libera ma tu domani
Andrai tra di altri giudici le mani.
Iniquità che predichi io gemo senza gola
Bandiera persa qui nel gelo sola
Ho bussato alla porta del Signore
Se tu ci sei e vedi non mi abbandonare
Chiamami in cielo o dove mai ti pare
Soffia questa candela d'innocente
Ma il Signore non dice e non fa niente
Ho bussato alla porta del padre mio
Lui sì risponde! Figlia ti so capire
Dolcissimo io vorrei darti morire
Ma c'è una bieca Italia di congiura
Che mi sentenzia che non è natura
E il mio papà piangeva da fontana
Me tra ganasce di sorte puttana.
Cittadini, di tanta inferta offesa
Venga alla vostra bocca il sale amaro.
Pensate a me Eluana Englaro
(28 dicembre 2008)
Noi italiani (Altan, un genio) [Giovanni Ambrosio]
martedì 1 luglio 2008

Ecco una vignetta pubblicata qualche tempo fa da L'espresso, sul cui sito trovate una sezione dedicata ad Altan.
Libellés : Altan, Giovanni Ambrosio, Società Italiana, umorismo
Altan a Genova (Valeria Pansini)
giovedì 19 giugno 2008

A Genova nel Porto Antico, e più precisamente nel Museo Luzzati di Porta Siberia, c'è una mostra da andare a vedere: è dedicata ad Altan, grande disegnatore satirico, creatore dell'operaio Cipputi ma anche della Pimpa, cagnolina bianca e rossa protagonista di belle storie per bambini. Chi può non perda l'occasione.
Libellés : Altan, Cipputi, Pimpa, Valeria Pansini
Il Festival del Cinema di Cannes 2008 parla italiano (Sean Penn non tanto...) [Giovanni Ambrosio]
martedì 27 maggio 2008
i festival, come quello di Cannes, mi piacciono meno: solito insopportabile divismo e protagonismo (ma all'europea, quindi più intellettualmente corretto di quello degli Oscar), solite giacche e camicie di eleganza consensuale, solita idea sacrale dell'arte...
ma a parte tutto questo, il Festival di Cannes 2008 ha assegnato due importantissimi premi a due importantissimi film italiani: Grand Prix a GOMORRA di Matteo Garrone e Prix du Jury
per IL DIVO di Paolo Sorrentino.
Sono due film importantissimi perché affrontano argomenti forti e importanti per l'Italia contemporanea. E questi due premi contribuiranno senza dubbio ad alimentare il dibattito internazionale sull'Italia, liberandolo pero' (si spera) dalle solite approssimazioni e dai soliti cliché. Per cui questo post è strettamente legato quelli precedenti.
Gomorra, film sulla Camorra, l'organizzazione criminale della Campania. Il film è tratto dal libro del giovane scrittore Roberto Saviano nel quale si racconta di come la Camorra, a parte i fatti di sangue, sia una organizzazione che funziona come una multinazionale qualunque (ma più immorale ancora): il profitto a tutti i costi, sfruttamento senza limiti delle risorse, umane e naturali. Roberto Saviano vive oggi continuamente sotto scorta.
Il trailer del film:
Il Divo, film su Giulio Andreotti, uomo politico italiano che esiste dall'inizio della storia della Repubblica Italiana. Varie volte Presidente del Consiglio, varie volte ministro, accusato (ma assolto) di mafia, figura (negativa) del potere per antonomasia. Come gli studenti di L2 sanno, è stato colui che nel 1952, all'uscita del film Umberto D. di Vittorio De Sica, dichiaro' che il Neorealismo dava una cattiva immagine dell'Italia. Andreotti è il paradigma stesso della storia italiana contemporanea, con tutti i suoi lati oscuri.
Il trailer:
Paolo Sorrentino parla del film in una trasmissione televisiva:
P.S. Il protagonista di entrambi i film è il geniale attore Toni Servillo.
Libellés : cinema, Giovanni Ambrosio, Società Italiana
Appunti italiani o il clima del paese nel quale andrete in vacanza o a studiare (magari in Sicilia attraversando il ponte) (Andrea & Giovanni)
Se vi apprestate ad andare in Italia nei prossimi mesi probabilmente vorrete sapere un po' che aria si respira, cosa si dice in giro, com'è lo stato d'animo di questi famosi italiani che secondo Cocteau non sono altro che francesi di buon umore... c'è buon umore in Italia in questi mesi?
Non crediamo. Anzi, come cantava un vecchio gruppo italiano, grande è la confusione, sopra e sotto il cielo...
A poco più di un mese dalle elezioni, il nuovo governo italiano, ha iniziato a muovere i primi passi. Tuttavia l’impressione è che l’Italia sia un paese senza guida, o senza punti di riferimento. E quando non ci sono punti di riferimento, quando non c’è un’etica da seguire, la parola chiave è paura. E la paura viene gestita con un continuo stato di emergenza, e con l’immagine, sibillina, ma che piace tanto a certa borghesia, del “pugno di ferro”: un decisionismo che vuole evitare (scongiurare) qualsivoglia ragionamento e confronto reale.
Si parla allora di emergenza rifiuti a Napoli, di emergenza clandestini, di emergenza energetica… La paura si insinua e si articola secondo direttive molteplici, l’emergenza dilaga. Pochi giorni fa il sindaco di Roma, il neo eletto Gianni Alemanno, dopo l'incidente in cui hanno perso la vita due fidanzati travolti da un'auto pirata, ha dichiarato che “Oggi c’è da avere paura a girare per le strade di Roma. Siamo di fronte a una situazione di emergenza”.
Da Roma a Napoli: ci sono state manifestazioni nel Napoletano e scontri con la polizia, dopo che il governo aveva annunciato che chi impedirà la costruzione di termovalorizzatori e discariche verrà arrestato. Paura, emergenza, pugno di ferro…
Alla paura per la crisi energetica ha risposto Claudio Scajola, ministro dello sviluppo economico, con una rinata e rinvigorita campagna pro-nucleare (nonostante un vecchio referendum avesse già stabilito la contrarietà popolare e nonostante il fatto che il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia ricordi alcune semplici nozioni: “Quando è stato costruito l’ultimo reattore in America? Nel 1979, trent’anni fa! Quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dallo Stato per mantenere l’arsenale atomico” ). (Vabbé ma se adesso stiamo qui ad ascoltare gli scienziati va a finire che andiamo per le lunghe... mentre adesso è tempo di emergenze di riforme ad ogni costo, di vera Seconda Repubblica...)
Alla paura del diverso, al bisogno di sicurezza della popolazione ha invece risposto Roberto Maroni, Lega Nord e ora ministro dell’interno, proponendo un non ben definito “pacchetto sicurezza”, che di fatto stabilirebbe un inasprimento delle procedure contro l’immigrazione: pugno duro contro i rom (è stato da poco istituito un Commissario straordinario ai rom), ma un occhio di riguardo per le badanti, dato che sono “socialmente utili”. L’Italia, per questo, ha dovuto rendere conto in sede europea, a chi faceva notare che occorre salvaguardare sempre i diritti fondamentali dell’uomo. Si moltiplicano intanto gli episodi di violenza contro minoranze, veri e prorpi episodi di xenofobia.
In tutto questo alcune certezze ci sono: un’idea elastica di cosa sia la democrazia, l’approssimazione con cui si affrontano problemi di importanza assai rilevante, il vizio di continuare a fare i propri interessi in seno allo Stato (di questi giorni il decreto “salva Rete4”, uno dei canali televisivi di M. Berlusconi). E poi ancora, la voglia (il prurito) di trovare una legittimazione storico-ideologica anche per la destra, o forse il dubbio di occupare una posizione senza avere le carte in regola di fronte alla Storia: ecco allora Gianfranco Fini, presidente della Camera, ex Msi, ex Alleanza Nazionale, ora Pdl, omaggiare, quasi fosse un emblema di equilibrio e democrazia, Giorgio Almirante, storico leader Msi, ex fascista (e neo fascista) e sostenitore delle leggi razziali (sua la dichiarazione «Il razzismo è il più vasto e coraggioso riconoscimento di sé che l'Italia abbia mai tentato»), e il nuovo sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ex Msi, ex Alleanza Nazionale, ora Pdl, manifestare l’intenzione di dedicare a lui una via della capitale. (Del resto Alemanno vuole dedicare una via anche a Bettino Craxi, che come alcuni di voi sanno, è stato Presidente del Consiglio negli anni '80 ed è morto in esilio in Tunisia perché ricercato per corruzione. Craxi è diventato il simbolo di Tangentopoli, della vecchia classe politica corrotta...)
Dall’economia, alla gestione energetica, dalla convivenza civile, all’idea stessa di verità storica: non ci sono punti di riferimento, a ben vedere, ognuno va per la sua strada, non c’è una logica.
Ma, naturalmente, è solo un’impressione, un’impressione sbagliata… appunti per un ritratto imperfetto, lugubre e ambiguo, di un’Italia che vorrebbe dirsi moderna e democratica.
Pero' rimane la sensazione (sgradevole) che sia arrivata anche in Italia l'idea della nuova destra sarkozista francese: liberiamoci dai complessi (ideologi e morali), diamo spazio al paese reale (sic), tagliamo corto, semplifichiamo! Ed è cosi' che (leggete a questo proposito anche il post di Valeria Pansini) non si è più razzisti se si dà la caccia allo straniero (no no, è politica attiva e militante...), non pare più assurdo trasformare le questioni sociali in problemi di ordine pubblico (tra l'altro questa non mi è nuova...), non è detto che, anche se si ha un curriculum da mondo dello spettacolo, non si possa diventare ministri... (del resto in Italia non abbiamo E.N.A. e poi, si sa, siamo polivalenti... eredità rinascimentale, almeno crediamo...)
che almeno le previsioni del tempo siano buone. Divertitevi!
(* Il ponte sullo Stretto di Messina è il fantasioso progetto che dovrebbe dare all'Italia un volto moderno e tecnologico, un po' come il TGV in Francia diciamo. Ma andate a leggere qui i motivi per i quali si tratta di un progetto fantasioso...)
Libellés : Andrea Masetti, Giovanni Ambrosio, Società Italiana
l'acqua giù per le spalle (Valeria Pansini)
venerdì 16 maggio 2008


La seconda domenica di Maggio (domenica scorsa, questo è un post-post) in Italia è il giorno della festa della mamma, ma anche quello del raduno degli Alpini. Gli Alpini sono un corpo speciale di montagna dell'esercito italiano, creato nel 1872, ancora esistente (e attualmente presente in Afghanistan). Chi è stato Alpino è Alpino sempre, e ama riunirsi una volta all'anno, per un'adunata dove si sfila, si beve, e si canta. Sì, perché gli Alpini hanno fama di bere in abbondanza, e di cantare in coro, prima, dopo, e durante la bevuta.
Non è solo una roba da osterie: i cori dell'ANA (Associazione Nazionale Alpini) hanno mantenuto, ravvivato, creato, un grande patrimonio di canzoni di musica popolare, alcune in italiano, altre, più numerose, nei vari dialetti delle regioni di reclutamento alpino, canzoni che parlano di montagna, di vino e di donne, di guerra e sofferenza e di desiderio di pace.
Me n'è venuta in mente una da condividere, una piccola e famosissima canzone che parla delle sofferenze di un alpino di sentinella sulle montagne, durante la prima guerra mondiale, sul fronte tra Italia e Austria che passava in alta quota. Non ci sono spari, ma una grande tristezza, la voglia di essere giù nella valle con la bella, e l'acqua che scende giù per le spalle.
Era una notte che pioveva
e che tirava un forte vento,
immaginatevi che grande tormento
per un alpino che stava a vegliar
A mezzanotte arriva il cambio,
accompagnato dal capoposto.
Oh! Sentinella ritorna al tuo posto
sotto la tenda a riposar.
Quando fui stato sotto la tenda
sentii un rumore giù per la valle,
sentivo l'acqua giù per le spalle,
sentivo i sassi a rotolar.
Mentre dormivo sotto la tenda
sognavo d'esser con la mia bella,
e invece ero di sentinella
a fare la guardia allo stranier.
Per ascoltare questa e altre canzoni della Grande Guerra, potete andare qui.
Libellés : Alpini, canzone, Era una notte che pioveva, Prima Guerra Mondiale, Valeria Pansini
Quando in un paese altrimenti civile si scatena la caccia... (Valeria Pansini)
Le prime pagine dei giornali in Italia in questi giorni sono tutte concentrate sull'emergenza Rom: aumento degli atti di criminalità provenienti da queste comunità, o almeno aumento della loro visibilità, retate e arresti. Il nuovo ministro dell'Interno, il leghista Roberto Maroni, presenta un pacchetto sicurezza duro, in cui figura come reato l'immigrazione clandestina. Il ministro ribadisce comunque che "la responsabilità penale è personale, e solo chi delinque, da qualunque paese provenga, viene punito". Nonostante queste affermazioni testimonino l'inserimento del ministero dell'Interno, del governo, e persino della Lega, nell'Europa già uscita dall'Antico Regime, il clima mostra che sono comunità intere a essere più o meno direttamente colpevolizzate.
Gad Lerner in questo articolo affronta la questione con equilibrio, e qualche doverosa puntualizzazione. Da leggere.
Libellés : Gad Lerner, Roberto Maroni, rom, Valeria Pansini
Oggi è il Primo Maggio (Giovanni Ambrosio)
giovedì 1 maggio 2008
Ma, per voi che siete appassionati di cultura popolare italiana, il Primo Maggio è anche il giorno del CONCERTONE in Piazza San Giovanni in Laterano a Roma, organizzato tutti gli anni dai Sindacati (CGL, CISL, UIL). Pubblico oceanico, gruppi alternativi engagés, gruppi alla moda, un po' di retorica classica di sinistra e di giovanilismo: un mix incontournable, come direbbero i nostri amici francesi. Non si puo' non conoscere questo appuntamento.
Potete ascoltare il concerto in diretta sul sito di Rai International, cliccando poi su ASCOLTA IN DIRETTA SATELRADIO. E vederlo in diretta via internet sul sito di RAI3.
Primo maggio, su la testa!
Libellés : Giovanni Ambrosio, musica, politica, Società Italiana
I testi degli studenti di Initiation 2 Ancora resistenza, ancora neorealismo [Giovanni Ambrosio]
lunedì 28 aprile 2008
ROMA CITTA APERTA
Italia,1945 Regista: Roberto Rossellini (Roma, 1906-1977)
PERSONAGGI:
Giorgio Manfredi Resistente antifascista
Don Pietro Pellegrini Parroco comunista
Francesco Partigiano comunista
Pina La ragazza di Francesco
Marcello Il figlio di Pina
Maggiore Bergmann Capo della Gestapo
Marina Attrice di rivista
Lauretta Attrice di rivista-Sorella di Pina
Ingrid L'Amante di Bergmann
SINOSSI
La storia é ambientata a Roma, nel 1944, durante il periodo dell'occupazione nazista, Seconda Guerra Mondiale. Giorgio Manfredi, un partigiano comunista, fugge dei nazisti. Lui é perseguito dal maggiore Bergmann, capo della Gestapo e anche il suo peggior nemico.
Manfredi cerca rifugio a casa di Francesco, il suo amico, anche partigiano comunista e lavoratore del giornale antifascista 'L'UNITA'. Francesco è un resistente che si sposerà presto con Pina. Una donna vedova, coraggiosa e madre di un bambino, Marcello. Lei rappresenta le donne del popolo italiano. Troviamo anche un altro personaggio Don Pietro, un sacerdote (Parroco) sempre pronto ad aiutare la causa comunista.
Una mattina, i tedeschi fanno una retata nel domicilio di Francesco. Lui è arrestato e Pina è uccisa. Più tardi, Manfredi e Don Pietro sono arrestati dai tedeschi e poi torturati e assassinati. Nell'ultima sequenza Don Pietro muore fucilato dai soldati.
Roma città aperta é uno dei film italiani più riconosciuti e rispettati, la caratteristica che più lo representa è lo stile neorealista. Nel 1946, il film a ottenuto 'La Palme d'Or' e permesso al suo regista, Roberto Rossellini, di ottenere molto successo.
Libellés : 25 aprile, cinema, Giovanni Ambrosio, initiation 2, Neorealismo, Resistenza
Oggi è il 25 aprile (Giovanni Ambrosio)
venerdì 25 aprile 2008
Il 25 aprile 1945 i partigiani entrarono a Milano e fu la fine dell'occupazione nazista, la fine del regime fascista e, idealmente, l'inizio della Repubblica Italiana, la nascita dell'Italia come la conosciamo oggi.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha detto oggi: "È importante che gli italiani mantengano costantemente viva la memoria e consapevole la coscienza delle diverse tappe del processo che ha condotto il nostro Paese alla Liberazione. Il 25 aprile segnò non solo la fine dell’oscuro periodo del nazifascismo e della guerra ma anche la promessa di un’Italia nuova, di una vera Costituzione dei cittadini, di una democrazia reale". [Leggi qui tutto l'articolo su Il Corriere della Sera]
Anche noi, modestamente, vogliamo dare il nostro contributo alla salvaguardia della memoria storica del nostro paese (mentre oggi il futuro presidente del consiglio non partecipa a nessuna manifestazione ufficiale e cosi' anche il sindaco di Milano, un po' come se il presidente della Repubblica francese non andasse alle celebrazioni del 14 luglio dicendo che ha troppo da fare...) e rendere omaggio a tutti quei geniali dilettanti in selvaggia parata (come disse lo scrittore Beppe Fenoglio) che, in diversi tempi e modi, si impegnarono per la Resistenza e la Liberazione.
Del resto, noi abbiamo già festeggiato il 25 aprile il 10 aprile scorso all'Università di Rennes, con una bellissima serata in compagnia degli studenti e dei nostri amici del Dipartimento di Portoghese di Rennes 2. Perché oggi è anche il 25 de abril, il giorno in cui il Portogallo si è liberato dal regime salazarista, con la famosa rivoluzione dei garofani.
Questo che potete ammirare qui sotto è il video che abbiamo realizzato con Andrea Masetti e André Belo (MC del Dipartimento di Portoghese) per la nostra serata luso-italiana del 10 aprile. (Ci siamo divertiti a fare un po' di found footage... e come ha scritto André, com um agradecimento aos autores dos filmes e documentários que, involuntariamente, para ele também contribuíram, un ringraziamento particolare agli autori dei film e dei documentari che, involontariamente, hanno contribuito al nostro video...) Date un'occhiata al post di André Belo Uma pequena coisa que nos une (una piccola cosa che ci unisce).
25 APRILE SEMPRE, FASCISMO NUNCA MAIS!
Libellés : 25 aprile, Giovanni Ambrosio, Resistenza, Video
Oggi è il 25 aprile/2 (Giovanni Ambrosio)
Un po' di musica, perché sempre festa è...
La versione di Bella Ciao dei Modena City Ramblers
E Guardali negli occhi dei C.S.I. (un gruppo rock che non esiste più, ma qui trovate un po' di informazioni sul gruppo), video tratto da Materiale Resistente di Guido Chiesa e Davide Ferrario
Libellés : 25 aprile, Giovanni Ambrosio, Resistenza, Video
Oggi è il 25 aprile/3 (Giovanni Ambrosio)
Un po' di lettura...
Da Il partigiano Johnny. (Bellissimo)
«Allora il colonnello con un cenno li invito' più dapresso e insieme segnalo' ai traghettatori ad aspettare a disrivarsi. Ma fu un altro ufficiale poi a parlare,un ufficiale quarantennne, di faccia dura e di labbra tremolanti, forse il capo di stato maggiore del reggimento.
Fisso' con gli occhi penetranti i fazzoletti azzurri e domando', o meglio stated, se erano badogliani. - Questo non fa differenza, signore, - disse Pierre. [...]
Bene ora voi possedete la città. Anzi,voglio andar oltre. Posso immaginare che possediate tutta l'Italia,questa città come l'Italia intera. Bene: che farete, ragazzi dell'Italia?
Una cosa piccola ma del tutto seria, - rispose Johnny, e Pierre dietro assentiva con la sua inimitabile earnestness.
L'altro incalzo': - Ma ci sarà ancora un'Italia con voi?
- Certamente. Un'altra Italia, un'Italia a modo nostro, ma sempre Italia. Per favore, non se ne preoccupi.»
Libellés : 25 aprile, Giovanni Ambrosio, Letteratura, Resistenza
Oggi è il 25 aprile/4 (Giovanni Ambrosio)
Il sito dell'ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia.
Le foto delle celebrazioni ufficiali di oggi, dal sito de La Repubblica.
Il video della testimonianza di Lidia Valeriani, staffetta partigiana, dal sito European Resistance Archive. (Su questo bellissimo sito troverete altri video italiani e molte informazioni su tutte le altre "resistenze" europee.)
Un po' di letture...
Giorgio Bassani,
Italo Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno e Ultimo viene il corvo
Carlo Cassola, La ragazza di Bube
Beppe Fenoglio, Il partigiano Johnny e I ventitré giorni della città di Alba
Cesare Pavese, La casa in collina
Vasco Pratolini, Il quartiere e Cronache di poveri amanti
Elio Vittorini, Uomini e no
Un po' di film...
Roma città aperta e Paisà di Roberto Rossellini (1945) e (1946)
Le quattro giornate di Napoli (1962) di Nanni Loy
1943: la scelta di Mimmo Calopresti (1993)
L'Agnese va a morire di Giuliano Montaldo (1976)
Achtung! Banditi di Carlo Lizzani (1951)
Materiali Resistenti di Guido Chiesa e Davide Ferrario (1995)
Esiste un Archivio Cinematografico Nazionale della Resistenza!
Libellés : 25 aprile, Giovanni Ambrosio, Resistenza
chi ha avuto questo colpo di genio? (Valeria Pansini)
sabato 19 aprile 2008
Potrei ora lanciarmi in dissertazioni sul carattere alchemico-magico della cucina ligure, sulle trentatrè sfoglie della torta Pasqualina, trentatrè come gli anni di Cristo, sulla croce da fare sul pandolce, sui poteri taumaturgici da me attribuiti alla focaccia con la salvia, sulla cima a cui De André ha dedicato una canzone, ma è tempo di lasciarci e andare a preparare la cena.
Alla prossima, e mangè, mangè, nu séi chi ve mangià [mangiate, mangiate, non sapete chi vi mangerà].
Libellés : cucina, Valeria Pansini
Florilegio (Valeria Pansini)
martedì 15 aprile 2008
"Ha vinto Berlusconi, ha visto? Beh, tanto sono tutti uguali, gli altri son peggio di lui, c'era un avvocato di Alessandria che mi diceva -signora, non lo voti, non lo voti- ma almeno lui è simpatico" [signora di Alessandria con cane su un pullman]
"La sconfitta è netta. La mia storia di dirigente di Rifondazione Comunista finisce qui. Continuerò come militante" [Fausto Bertinotti]
"Ma adesso piango" [mia mamma]
"Calderoli potrebbe diventare vicepresidente del Consiglio insieme a Gianni Letta" [da ultim'ora di www.Repubblica.it]
Libellés : elezioni, politica, Valeria Pansini
Come pronunciano le consonanti e le vocali gli italiani? (Omar Colombo)
p piano, ampio
pp pappa, appena
b banca, cibo
bb babbo, fabbro
t mito, tranne
tt fatto, attraverso
d dunque, idra
ʧ cinque, facevo
tʧ cacciare, acceso
ʦ zoccolo, canzone
tʦ pizza, mazzo
ʤ giungla, fingere
dʤ maggio, oggi
ʣ zulù, zelare, Marzabotto
dʣ mezzo, rozzi
k cavolo, acuto, chiesa, anche
kk peccato, piccolo, occhio
ɡɡ aggredire
f fatto, Africa
ff effetto, effluire, baffo
v vado, volto
ss posso, assassino
z rosa, asma, sbavare
ʃ scena, scimmia, sciame
ʃʃ cascina, ascia, guscio
m mano, campo
mm mamma, ammogliare
nn nonna, anno
ŋ fango, unghia, banco, banca
ɲ gnomo, gnocco
ɲɲ bagno, cegno, cagnolino
l pala, volo
ll palla, mille
ʎ gli, glielo
r Roma, quattro
j scoiattolo, proprio, insieme
w uomo, ruota, guerra
Vocali
IPA Esempi
a alto, padre
e edicola, pera, perché
ɛ elica, membro, c'è
i imposta, prima, colibrì
o ombra, comò, posso
ɔ otto, posso, comò
u ultimo, pure, caucciù
Dittonghi
IPA Esempi
ai avrai, Giamaica
ei dei (preposizione)
ɛi andrei
oi noi
ɔi suoi, poi
au pausa
eu Europa
ɛu ermeneutico
je schietto
jɛ ieri
jo fiore
jɔ pioggia
wa quando
we quello
wɛ guerra
wi qui, taccuino
wo vuotare, quotidiano
La lettera n assimila sempre il luogo di articolazione della consonante seguente. Ciò significa che la n di
In una sillaba che termina con una nasale, la vocale precedente viene nasalizzata (sbancare [zbãŋ.ka.re]).
Sempre in fatto di coarticolazione, si noti che alcune di esse vengono "bloccate" dal confine di sillaba, così che non vi è assimilazione: la nasalizzazione non si estende sulla sillaba precedente (cane [ka.ne] non nasalizza); la palatalizzazione sì (sgonfio [zgõɱ.fjo]).
Alcune consonanti sono sempre lunghe quando si trovano in posizione intervocalica: essi sono ʃ, ʦ, ʣ, ʎ, ɲ, e vengono quindi rappresentate come consonanti doppie.
Le vocali poste in sillaba accentata aperta (cioè non seguite da consonante appartenente alla stessa sillaba) sono sempre lunghe, a meno che non si trovino in fine di parola (sciame [ʃa.me]).
Una sillaba contiene sempre o una sola vocale(lungha o breve) o un dittongo: se nella grafia due vocali che non formano dittongo si toccano, esse apparterranno a due sillabe diverse (paese [pa.'e.ze]).
Vengono considerate dittonghi anche le coppie di vocali formate da una consonante approssimante e una vocale: (uomo [wɔː.mo], ieri [je.ri]).
Il confine di sillaba in fonetica non coincide con quello dell'ortografia: in fonetica, infatti, la sillaba si definisce in rapporto all'intensità, che è massima in corrispondenza delle vocali e che varia a seconda delle consonanti; ogni sillaba inizia con un'intensità minima, raggiunge un picco (detto nucleo sillabico: la vocale), e poi finisce prima del minimo successivo: quindi [tes.ta] invece di
Libellés : Lingua, Omar Colombo
La lingua italiana (Omar Colombo)
Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Fonologia_dell%27italiano
L'italiano è una lingua appartenente al gruppo delle lingue romanze della famiglia delle lingue indoeuropee. Convive con un gran numero di idiomi neo-romanzi e ha delle varianti regionali, per via dell'influenza che su di esso esercitano le lingue regionali. L'italiano è lingua ufficiale dell'Italia, di San Marino, della Svizzera (insieme al francese e al tedesco, mentre il romancio è lingua nazionale ma ufficiale soltanto nel Canton Grigioni), e della Città del Vaticano (insieme al latino). È seconda lingua, coufficiale insieme al croato, nella Regione Istriana (Croazia) e, insieme allo sloveno, nelle città di Pirano, Isola d'Istria e Capodistria in Slovenia. Pur non figurando tra le lingue parlate in questi paesi, e non essendo quindi utilizzato a livello ufficiale, l'italiano è inoltre ampiamente compreso nel Principato di Monaco, a Malta, in Corsica e nel Nizzardo (Francia) e, in misura minore, in Albania e inLibia.
L'italiano moderno trae origine dal latino, e come le altre lingue romanze proviene dal latino volgare (parlato dal popolo, volgo) e non dal latino illustre, che fu la lingua usata dai letterati dell'epoca.
Mentre la lingua latina letteraria rimase cristallizzata, nel corso dei secoli la lingua parlata dalla plebe si trasformò divenendo sempre più simile ai vari idiomi italiani attuali (e alle altre lingue romanze nel mondo romano fuori della penisola), adattandosi ai diversi accenti locali e subendo influenze diverse nelle varie regioni d'Europa.
Scomparvero così i casi e nacquero gli articoli: il numerale unus, per esempio, significava anche qualcuno, un tale e divenne articolo indeterminativo (unus indeterminativo lo usa anche il poeta Ovidio nelle "Metamorfosi"); i pronomi dimostrativi divennero articoli determinativi e nuovi dimostrativi vennero formati fondendo i vecchi ille e iste con eccu(m). Oppure nei verbi dalla terza persona Latina cadde la -t finale es."amat" diventa "ama".
Il primo documento contenente tracce di lingua italiana è l'Indovinello veronese, rinvenuto da Schiapparelli nella biblioteca Capitolare di Verona: è un testo vergato a mano da un amanuense sul bordo di un codice di origine spagnola tra la fine dell'VIII - inizio IX secolo d. C.
Ma un documento è considerato unanimemente l'inizio della tradizione linguistica italiana: si tratta di un placito notarile, conservato nell'abbazia di Montecassino proveniente dal territorio di Benevento e risalente al 960: è il cosiddetto Placito capuano che in sostanza è una testimonianza giurata di un abitante circa una lite sui confini di proprietà tra la stessa abbazia di Montecassino ed un piccolo feudo vicino, il quale aveva ingiustamente occupato una parte del territorio dell'abbazia: Sao ko kelle terre per kelle fini que ki contene trenta anni le possette parte Sancti Benedicti. Una frase soltanto, che tuttavia per svariati motivi è in una lingua già più prossima all'italiano che al latino: i casi (salvo il genitivo "Sancti Benedicti", che riprende la dizione del latino ecclesiastico) sono scomparsi, sono presenti la congiunzione "ko" (="che") e il dimostrativo "kelle" (="quelle"), morfologicamente il verbo "sao" (dal lat. "sapio") è prossimo alla forma italiana, etc. Esso è seguito a brevissima distanza da altri placiti provenienti dalla stessa area geografico-linguistica, il Placito di Teano e il Placito di Sessa Aurunca.
L'italiano moderno è, come spesso accade con le lingue nazionali, un dialetto che è riuscito a far carriera; ad imporsi, cioè, come lingua ufficiale di una regione molto più vasta di quella originaria. Alla sua base si trova infatti il fiorentino letterario usato nel Trecento da Dante, Petrarca e Boccaccio, influenzato dal siciliano letterario elaborato dalla Scuola siciliana di Giacomo da Lentini (1230-1250) e composto da fiorentino colto (tra cui esisteva una certa affinità linguistica) e prestiti latini: tra i numerosi tratti che l'italiano riprende da questa lingua e che sono invece estranei a quasi tutte le altre parlate italiane si possono citare per esempio, a livello fonetico i "dittonghi spontanei" ie e uo, l'anafonesi, la chiusura di e protonica, l'evoluzione del nesso latino -RI- in i invece che in r e il passaggio di ar atono a er. Già dalla fine del Trecento la lingua parlata a Firenze si distacca però da questo modello, che successivamente viene codificato da letterati non fiorentini (a cominciare da Pietro Bembo) e usato come lingua comune per la scrittura in tutta Italia a partire dalla seconda metà del Cinquecento.
Di fatto l'italiano è stato lingua di uso quotidiano per fasce molto ridotte della popolazione non solo fino alla seconda metà dell'Ottocento, ma anche fino alla prima guerra mondiale. Infatti nell'organico dell'esercito c'erano i traduttori o interpreti che traducevano gli ordini impartiti dagli ufficiali nei rispettivi dialetti della truppa. In seguito prima la radio e poi la televisione lo ha diffuso più capillarmente nella popolazione (nel cui linguaggio tuttavia rimane una certa connotazione territoriale).
Prima dell'avvento dell'impero romano, è l'umbro prima e l'etrusco poi ad essere parlato in Toscana e nel Lazio settentrionale ("Tuscia"). Se la lingua etrusca è stata cancellata nel corso di qualche secolo dall'avvento del latino, dopo la conquista romana, la sua influenza può esser rimasta nel sostrato del toscano, ma la questione è ampiamente dibattuta. Il latino volgare divenne ben presto la lingua parlata in Italia e in gran parte d'Europa. Data la durata e la qualità della dominazione romana sul Continente, è facile capire perché il latino sia la base di moltissime lingue europee. Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, nel 476, la Toscana vide arrivare gli ostrogoti e i longobardi (secoli V e VI), popolazioni provenienti dal nord e dall'est dell'Europa. Esse influenzarono la lingua della regione solo nel lessico, le altre caratteristiche restarono più o meno immutate. Il toscano resta una delle parlate romanze più conservative e vicine al latino.
* Grecismi: nel corso dei secoli l'italiano ha accolto numerosi prestiti e calchi linguistici da altre lingue e culture, come il mondo greco, da cui derivano molti termini scientifici e religiosi, questi ultimi dovuti alla diffusione della Vulgata (la traduzione della Bibbia dalla versione in greco detta Septuaginta, da cui parabola, angelo, chiesa, martire etc.); dai bizantini deriva lessico marinaresco (galea, gondola, molo, argano) o botanico (basilico, bambagia);
* Ebraismi: dall'Ebraico derivano parole usate nei riti cristiani come sabato, osanna, alleluia, pasqua e altre come manna.
* Arabismi: numeroso il lessico che proviene da parole arabe, tra cui vegetali (arancia, limone, spinaci, zucchero), termini commerciali e amministrativi (dogana, fondaco, magazzino, tariffa, sultano, califfo, sceicco, ammiraglio), scientifici (alchimia, alambicco, elisir), matematici (algebra, algoritmo, cifra, zero) e recentemente termini come burqa e intifada.
* Francesismi: dal francese medievale, ovvero dal provenzale e dal gallico, ovvero dalla lirica trobadorica, provengono moltissimi termini, ad esempio: burro, cugino, giallo, giorno, mangiare, manicaretto, saggio, savio, cavaliere, gonfalone, usbergo, sparviere, levriere, dama, messere, scudiere, lignaggio, liuto, viola, gioiello...; oltre il medioevo i prestiti dall'area francese si riducono, per riprendere in occasione dell'occupazione della Lombardia nel XV secolo (maresciallo, batteria, carabina, ma anche bignè, besciamella, ragù).
In epoca illuministica e quindi con Napoleone si insedieranno ad esempio rivoluzione, giacobino, complotto, fanatico, ghigliottina, terrorismo.
Nell'800 entrano ancora parole come: casseruola, maionese, patè, menù, ristorante, omelette, croissant (cucina); boutique, decolté, plisse, griffe, pret-a-porter, fuseaux (moda); boulevard, toilette, sarcasmo, suicidio, cinema, avanspettacolo, soubrette, boxeur (anglismo passato al francese), chassis.
* Germanismi: in larga parte di origine longobarda o gotica sono diversi termini comuni in italiano. Per esempio: guerra, zanna, grinfia, stambecco, sapone, vanga, banda, guardia, elmo, albergo, spola, guercio, stanga. Alcuni prestiti sono scandinavi come per esempio renna.
* Iberismi: dallo spagnolo, prima e durante l'occupazione asburgica, sono giunti nell'italiano termini come infante, posata, brio, creanza, lazzarone, etichetta, sfarzo, sussiego, puntiglio, zaino, parata, gueriglia, cacao, ananas, amaca, cioccolata... Dal portoghese derivano parole come mais, patata, condor, lama, banana, cocco, mandarino (originariamente cinese), pagoda (originariamente cinese)... Tra questi, molti hanno origine dai nuovi referenti provenienti dalla scoperta dell'America.
Fra le lingue iberiche minoritarie che ebbero una certa influenza sull'italiano, va senz'altro menzionato il catalano, parlato, insieme al toscano o ai dialetti locali, in alcune corti medievali (in Sicilia, fra il XIII e il XV secolo, in Sardegna fra la prima metà del XIV e la prima metà del XVII secolo, e a Napoli nel corso del XV secolo).
* Anglismi ed americanismi: i prestiti dall'inglese sono relativamente recenti, indicativamente dalla fine del '700, ma considerevoli. Secondo Tullio De Mauro gli anglismi entrati nell'italiano si attestano attorno all'8% del lessico complessivo. Va segnalato però che molti di tali termini sono a propria volta di origine latina pertanto non sono agevolmente identificabili come alloglotti.
Tra i primi ad entrare abbiamo colonia, costituzionale, petizione, adepto, inoculare, legislatura. Tra l'800 ed il '900, grazie alla fortuna di romanzi quali Ivanhoe e L'ultimo dei mohicani, si diffondono nuovi prestiti come acquario, antidiluviano, autobiografia, pellerossa, inflazione ed integrali come milady, whisky. Sceriffo deriva dal sassone "shire-reeve", che letteralmente significa "amministratore di contea".
Dopo la seconda guerra mondiale, si insediano stabilmente termini relativi allo sviluppo tecnologico ed economico; molti sono prestiti di necessità, ovvero non traducibili con lemmi già esistenti: kit, jeans, film, killer, partner, okay, puzzle, scout, spray, west, punk, rock; lessico finanziario come budget, marketing, meeting, business, part-time; informatico come click, cliccare, computer, formattare, hardware, software, mouse; sportivi come goal, corner, cross, assist, baseball, basketball, sponsor, hobby, zoom.
Libellés : Lingua, Omar Colombo
Elezioni in Italia (Giovanni Ambrosio e Andrea Masetti)

Il commento lo lasciamo ad Altan, vignettista dell'Espresso...
Libellés : Andrea Masetti, elezioni, Giovanni Ambrosio, politica, satira
I testi degli studenti di Initiation 2 SPECIALE ELEZIONI IN ITALIA [Giovanni Ambrosio]
lunedì 14 aprile 2008
Comunque queste elezioni, se non altro, servono a farci scoprire interessantissimi articoli sulla stampa francese, vi consiglio questi:
La grande lassitude des italiens
Walter Veltroni, "Homo democraticus"
La crisi politica che colpisce oggi l'Italia e le sue cause.
La causa principale si trova nel sistema elettorale che non permette la formazione di una maggioranza forte al governo.
Il Parlamento italiano è composto da due camere :
la Camera dei Deputati
ed il Senato della Repubblica
Per la Camera dei Deputati, le elezioni si svolgono su scala nazionale e la coalizione o il partito che vince si vede assegnare al minimo trecentoquaranta seggi su seicentotrenta. Il resto dei seggi è diviso tra gli altri partiti alla proporzionale.
Per il Senato della Repubblica, le elezioni si svolgono separatamente nelle diverse regioni, ed in ogni regione almeno cinquantacinque percento dei seggi è assegnati alla coalizione o al partito vincitore. Il resto è diviso alla proporzionale.
A causa di questo sistema e del grande numero di partiti, le formazione politiche si vedono obbligate a formare grande coalizioni contando a volte più di dieci partiti. La diversità di queste grande coalizioni le rende molto instabile.
È inoltre questa instabilità che ha affrettato la caduta del governo di Prodi.
In seguito alla dimissione il ventuno gennaio scorso del suo leader (il Ministro della Giustizia Clemente Mastella), il piccolo partito dell'Udeur ha deciso di lasciare la coalizione al potere. Questo piccola formazione contava soltanto tre senatori ma è stato sufficiente per fare ribaltare la maggioranza al Senato.
Dopo di ciò, il Presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi ha dovuto chiedere un voto di fiducia, ma avendo perso la maggioranza nel Senato, non l'ha ottenuto.
Poi il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito un mandato al Presidente del Senato Franco Marini perchè lui formi un governo di transizione incaricato di riformare la legge elettorale. Ma Marini ha fallito ed il Presidente Napolitano è stato obbligato a sciogliere le Camere e a organizzare elezioni legislative il tredici Aprile e quattordici.
I due favoriti per la successione a Romano Prodi sono Silvio Berlusconi a capo di una coalizione di destra, e Walter Veltroni, il sindaco di Roma, a capo del suo unico partito.
Libellés : elezioni, Giovanni Ambrosio, initiation 2, politica



